NOTIZIE & EVENTI

STEFANINI LEGGE PARISE

Museo di S. Caterina – Treviso

A cura di Marco Goldin.

La mostra Stefanini legge Parise fa parte del progetto espositivo Storie dell’Impressionismo, organizzato da Linea d’ombra e curato da Marco Goldin.

Stefanini, dei racconti dei Sillabari, ha scelto di interpretare Estate e in piena autonomia espressiva è riuscito a far convivere la sua pittura con un testo poetico-narrativo. Impresa non facile, poiché la sua ricerca pittorica è lontana dall’illustrazione e dalla descrizione di qualsiasi elemento reale. Lavorando sull’ idea di tempo e di memoria, Stefanini ha cercato di aderire agli aspetti narrativi di Parise legati al ricordo, all’impalpabilità dei sentimenti, a situazioni con atmosfere sospese e mai troppo definite. Sottraendo gli elementi narrativi, ha provato a dare forma a un racconto che non è raccontabile, a svuotare l’immagine fino al punto estremo dove lo sguardo si perde lontano, fuori da una finestra aperta.

I titoli di tre quadri: La finestra era spalancataEra luglio, poi venne agosto, E cosi passò l’estate sono stati attinti dalla frase finale del racconto: La finestra era spalancata e l’uomo guardò per molto tempo la luna: era luglio, poi venne agosto, e così passò l’estate

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Stefanini - Spresiano

La forma del vuoto

Chiesetta ex Patronato, Spresiano (TV)

La mostra “La forma del vuoto” a Spresiano nella Chiesetta ex Patronato, voluta dall’associazione artisti del Comune unitamente all’amministrazione, è per Stefanini una bella occasione per presentare in ordine non cronologico, anzi sparso, un cospicuo numero di dipinti, disegni e pastelli di anni addietro, a partire dal 2004, insieme ad opere recenti. In realtà nessun altro luogo è più adatto di una chiesa a dialogare con il lavoro di questo artista. La sua indagine, permeata di spazi assoluti e indirizzata ad un costante avvicinamento verso la luce, con il silenzio che è spesso il vero soggetto, si apre a interpretazioni volte al trascendente. Gli ultimi lavori presentati sono incentrati sull’idea di dare consistenza al vuoto. Cristallizzare il vuoto con elementi architettonici (quinte, sipari, finestre, cornici), quasi camere d’aria che lo imprigionano trattenendolo.

    Oltre 2014 olio su tela 100x100 cm

    OlTRE. Opere 2004 – 2015

    Chiesa di Sant’ Agostino, Pietrasanta (Lucca)

    A cura di Giuseppe Cordoni e Marco Goldin.

    Oltre. Opere 2004 2015 è il titolo della mostra che il Comune di Pietrasanta, città di nascita dell’artista Francesco Stefanini, organizza nella Chiesa di Sant’Agostino.
    Nella prestigiosa sede saranno esposte più di 30 di opere (dipinti e pastelli), alcune anche di grande formato, realizzate dal 2004 al 2015.

    …Presenterò in questa occasione un segmento di un percorso, più mentale che reale, partendo da “ Finestra”del 2004. Le assegnerò il ruolo di aprire la mostra sulle altre opere, realizzate in un “viaggio” di più di quindici anni, che si concluderà con “Oltre” del 2015. Dipinto che chiude e contemporaneamente apre di nuovo il percorso ancora in atto: andare oltre, incamminarci senza sosta, con gli inevitabili tormenti e improvvisi bagliori, nei tortuosi e complicati sentieri della pittura. (Stefanini, Introduzione al catalogo della mostra)

    L’esposizione, patrocinata dal Gruppo Euromobil, è articolata in 11 sezioni e, in riferimento ai dipinti di una di queste, Marco Goldin in Undici frammenti per Francesco scrive: Oltre.

    Non afasia, non sospensione della parola che è pittura, che è colore. Nulla di tutto questo. Ma desiderio di rappresentare ciò che mai si è lasciato rappresentare. L’oltre, l’al di là dalla soglia, una visione misteriosa e segreta in anticipo sul tempo. Forse previsione del futuro, oppure solo veggenza. O pre-veggenza. La pittura nata povera nelle caverne preistoriche per scacciare le paure, rappresentandole, torna al suo punto d’origine, al punto della sua origine. E partendo da una stanza, Francesco si spalanca, nascondendosi. Aprirsi con il colore a un altrove. Il colore può posare una tela su un cavalletto. Faceva così anche Rothko nel suo studio di New York. La pittura era come una preghiera.

    E così scrive Giuseppe Cordoni in Oltre l’apparente evidenza delle cose. Lettera all’amico-pittore Stefanini in catalogo.

    Mio carissimo amico…E con grande pazienza sulla tela progettavi e edificavi dimore per l’anima che, lì al buio in ciascuno di noi, smania d’uscir fuori e rivelarsi ad un’altra che infine la comprende. Non il volto del mondo ma l’emozione che incide nel ricordo il suo transito inafferrabile era l’oggetto d’ogni tua ricerca. Cosicché soltanto l’emozione ritrovata veniva ad abitare in ogni tela. E in quel suo tornarti alla luce, persino a tua insaputa, inseguivi chissà che religiosa trascendenza. Come un palombaro che si cali in un abisso, tu emergere ne facevi l’aldilà dell’aldidentro Da trent’anni, di felice sorpresa in sorpresa, con quale gioia ho assistito a questa tua attenta e disarmata confidenza con l’enigma dell’ombra e della luce.

    Nell’atmosfera unica e particolare della Chiesa di Sant’Agostino le opere di Stefanini vivono di energia propria, facendo vibrare ciò e chi vi sta intorno. (Il Sindaco, Dr. Domenico Lombardi, nel catalogo della mostra).

    Informazioni: Centro Culturale “Luigi Russo”
    Tel. 0584 795500
    www.museodeibozzetti.it

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      Orizzonti

      Museo Civico, Rovigno, Croazia

      Francesco Stefanini per la prima volta propone le sue opere in Croazia con una personale nella sede museale di Rovigno.
      Patrocinata dal Comune di Rovigno, l’esposizione presenta dipinti, alcuni di grandi dimensioni, e pastelli. …Si tratta di una tecnica, quella del pastello, antica e nobile, che Stefanini ha praticato negli ultimi quindici anni con assiduità. L’indagine sulle variazioni del colore e sulla deformazione della visione, indotte dal perenne conflitto tra luce e ombra, motivo poetico costante dell’opera di Stefanini, trovano, nel pastello, un’approfondimento e una esaltazione che danno vita a esiti pittorici assolutamente straordinari…(S. Parmiggiani, “Un’oscura limpidezza” pastelli 1983 – 2009, Skira).

      La scelta delle opere esposte offre una sintesi del lavoro compiuto nell’ultimo anno.
      E’ una pittura paesaggistica senza paesaggio. Stefanini rinuncia alla pura apparenza del soggetto, nessuna delle sue opere rivela mai il segreto della loro ubicazione topografica. Sono quadri di riflessione sull’essenza della luce. … sulla scorta di un mestiere quanto mai esperto e raffinato, Stefanini può esplorare le più diverse formulazioni d’immagine, in una continua sperimentazione di tecniche, materiali, modalità realizzative: avvalendosi di superfici ruvide, scabre e quasi materiche, o viceversa lisce e delicate…
      Circa il tema della luce, una costante di Stefanini, ancora Dino Marangon nel suo testo in catalogo sottolinea…Sempre differente appare poi l’emergere delle luci: radenti, intensissime, riverberate, diffuse, scintillanti, incandescenti, a cui fa da contrappunto una non meno varia e diversificata fenomenologia dei colori, caldi, vivaci, densi o viceversa vaghi, o ancora cangianti, screziati, o intensi, rutilanti e accesi. E sempre sulla luce Massimo Rizzante, in L’uomo perduto e ritrovato Per Francecsco Stefanini, scrive: … Ma forse quei fasci di luce sono solo lampi, chiarori, fuochi fatui, lucciole… La sua poetica dell’attenzione fa tutt’uno con la sua aspirazione etica…

      Per informazioni: www.muzej-rovinj.hr

        Il cappello, da "IL soldato e la fanciulla che ride" di Vermeer.2013 cm. 80x100tif

        Attorno a Vermeer

        Palazzo Fava, Bologna

        Dal 8 febbraio del 2014, in Palazzo Fava a Bologna, verrà ospitata, con l’appoggio della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, La ragazza con l’orecchino di perla, nella straordinaria esposizione DA VERMEER A REMBRANDT, curata da Marco Goldin assieme ad alcuni studiosi olandesi e organizzata da Linea d’ombra.
        Per accompagnare questo evento, Marco Goldin ha pensato di realizzare una seconda mostra, allestita al secondo e terzo piano dello stesso Palazzo Fava, denominata ATTORNO A VERMEER. I volti, la luce, le cose. La rassegna tutta italiana vede ventisei artisti contemporanei, da Piero Guccione a Franco Sarnari, da Attilio Forgioli a Mario Raciti, da Roberto Casiraghi a Francesco Stefanini, confrontarsi con le atmosfere pittoriche del maestro olandese. A ogni artista è stato chiesto di realizzare quattro opere che interpretino i volti e le cose evocati da Vermeer, ma anche la sua inarrivabile luce. Dunque, un confronto con l’impalpabile, spirituale e insieme carnalissima luce, e polvere luminosa e illuminata, del grande pittore olandese.

          _PadiglioneTibet2013

          Padiglione Tibet

          Santa Marta Congressi – SpazioPorto – Venezia

          Dopo le mostre a Venezia presso Cà Zanardi nel 2011 ed a Torino nella Sala Nervi del Palazzo delle Esposizioni nei primi mesi del 2012, coordinata in collaborazione con Dossier Tibet, ISCOS e con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte, dopo i servizi giornalistici per RAI Parlamento trasmessi su RAI 1 e RAI 2, anche quest’anno Venezia, grazie a Padiglione Tibet – con il patrocinio del Comune di Venezia – Assessorato alle Politiche Giovanili Centro Pace – sarà invasa pacificamente da immagini, colori, atmosfere e suoni che misceleranno, come un prezioso intreccio, la creatività e la sensibilità degli artisti contemporanei, che hanno voluto aderire e contribuire a creare questo particolare Padiglione, con l’arte della composizione dei Mandala dei monaci tibetani (Lama Thupten e Lama Tenzing) che completeranno, con la loro sapiente, accurata e minuziosa perizia durante un rituale-performance che ne evidenzierà ancor più l’intima spiritualità ed energia, un Archivio di STRUTTURE – MANDALA realizzate in sinergia con gli artisti che ne tracceranno le “linee-guida” e con la spiritualità tibetana intrinseca nelle RUOTE DELLA PREGHIERA chiamate anche della legge: strumenti di preghiera buddista, esclusivamente tibetani, per la crescita spirituale

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