{"id":406,"date":"2012-04-11T10:02:11","date_gmt":"2012-04-11T10:02:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francescostefanini.it\/?page_id=406"},"modified":"2012-05-01T16:49:23","modified_gmt":"2012-05-01T16:49:23","slug":"stefanini-sottovoce","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.francescostefanini.it\/?page_id=406","title":{"rendered":"Stefanini. Sottovoce"},"content":{"rendered":"<p>[frame_left src=&#8221;http:\/\/www.francescostefanini.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/sottovoce_3.png&#8221; href=&#8221;http:\/\/www.francescostefanini.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/sottovoce_1024.jpg&#8221;]<br \/>\ntesti di E. Ferretto, G. Grossato, A. Santin,<br \/>\nBugno Art Gallery<br \/>\nVenezia, 2011[\/frame_left]<\/p>\n<blockquote><p>&#8230;La tela e la carta divengono la superficie nella quale l\u2019artista con gesto calmo e calibrato costruisce qualcosa che prima non c\u2019era e i passaggi cromatici non sono che mutamenti di lunghezza d\u2019onda dell\u2019emissione luminosa. I supporti vengono preparati e personalizzati per creare un vero e proprio ambito: la tela trattata con gesso e colla diviene corposa, simile ad una parete, mentre il cartoncino viene grattato e graffiato eliminando la sua naturale levigatezza. Questa sapiente lavorazione ha lo scopo di amplificare al massimo la resa vibrante dell\u2019opera e la sua natura di evento in evoluzione mai statico n\u00e9 fermo, ma indefinito e impalpabile come l\u2019aria.<br \/>\n<strong>Erika Ferretto<\/strong><\/p>\n<p>&#8230;Sempre partendo da un dato oggettivo (la radura di un bosco, la mutevole immagine dell\u2019esterno proiettato sulla tenda di una finestra, le luci notturne tra le foglie, il sole che fora la chioma di un albero), Stefanini lavora, a togliere, tutto quanto di ripetitivo, fuorviante, occasionale o casuale la natura, nel suo perpetuo movimento, propone alla vista. Egli, alla maniera di uno scultore, leva e leva fino al raggiungimento estenuato del limite estremo oltre il quale nulla riesce pi\u00f9 ad esistere, a muoversi, a respirare, a stormire\u2026<br \/>\n<strong>Giovanna Grossato<\/strong><\/p>\n<p>&#8230; Minimali e pulsanti. Vere della verit\u00e0 vibratile e impalpabile della luce che filtra attraverso colori chiamati ad essere altro: sipari di rami, fronde mobili percorse da venti stranieri, buio delle notti non ancora violate dalle luci artificiali. Qui l\u2019artista percorre l\u2019istante senza trattenerlo. Lo seduce riconoscendo l\u2019impossibilit\u00e0 di andare oltre. Il rapporto artista\/visione della natura \u00e8 dunque qualcosa di delicato e intimo, dove l\u2019uomo \u00e8 una presenza evanescente che si determina non nella propria fisicit\u00e0, ma nella capacit\u00e0 di cogliere le tracce che la natura mostra. Si tratta di luci filtrate e di leggeri bagliori stellari, si tratta di porzioni dell\u2019infinito che traggono dalle velature e dalle colature, non oltre ma dentro i confini dell\u2019opera, la finitudine dell\u2019umano.<br \/>\n<strong>Alessandra Santin<\/strong><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[frame_left src=&#8221;http:\/\/www.francescostefanini.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/sottovoce_3.png&#8221; href=&#8221;http:\/\/www.francescostefanini.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/sottovoce_1024.jpg&#8221;] testi di E. Ferretto, G. Grossato, A. Santin, Bugno Art Gallery Venezia, 2011[\/frame_left] &#8230;La tela e la carta divengono la superficie nella quale l\u2019artista con gesto calmo e calibrato costruisce qualcosa che prima non c\u2019era e i passaggi cromatici non sono che mutamenti di lunghezza d\u2019onda dell\u2019emissione luminosa. I supporti vengono preparati e personalizzati per creare un vero e proprio ambito: la tela trattata con gesso e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.francescostefanini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/406"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.francescostefanini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.francescostefanini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francescostefanini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.francescostefanini.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=406"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.francescostefanini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/406\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":509,"href":"https:\/\/www.francescostefanini.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/406\/revisions\/509"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.francescostefanini.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=406"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}